È una presa d’atto che segna un passaggio inevitabile: la riforma simbolo sulla giustizia, difesa per mesi dal centrodestra come tassello decisivo di modernizzazione dello Stato, è stata respinta dal corpo elettorale. La premier evita di attribuire all’esito un significato immediatamente dirompente per la tenuta dell’esecutivo, ma il peso del voto resta evidente. Quando una riforma costituzionale fortemente sostenuta da una maggioranza di governo viene bocciata con una partecipazione così alta, il danno politico non può essere derubricato a semplice incidente di percorso.
Nordio: “Prendo atto della decisione del popolo sovrano”
Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, uno dei volti più esposti nella campagna referendaria, ha commentato l’esito con una dichiarazione dai toni istituzionali. Ha spiegato di prendere atto “con rispetto della decisione del popolo sovrano”, rivendicando però l’impianto culturale della riforma e il lavoro svolto per spiegarla.