Mauro Marin scopre i ladri in casa di notte e li mette in fuga con un’ascia

Era l’una e trenta di notte tra giovedì e venerdì 13 marzo quando i cani hanno cominciato ad abbaiare. Mauro Marin, 45 anni, macellaio trevigiano e vincitore del Grande Fratello 2010, si è alzato dal letto, ha percorso il corridoio del capannone di duemila metri quadri dove vive e gestisce il salumificio di famiglia a Poisolo, frazione di Castelfranco Veneto, e si è trovato faccia a faccia con quello che nessuno vorrebbe mai incontrare nel cuore della notte: due uomini vestiti di nero, incappucciati, che stavano portando via la sua bici.

La reazione di Marin non si è fatta attendere. L’ex gieffino ha impugnato un’ascia che tiene in casa per difesa e ha affrontato i due intrusi senza esitazioni. Quello che è seguito è stato raccontato dallo stesso Marin al Corriere del Veneto: una colluttazione violenta, insulti, minacce, pugni e testate — e alla fine i ladri che scappano a piedi per i campi dopo che il tentativo di fuggire con il suo furgone è andato a vuoto. Ma la parte più inquietante della storia è arrivata dopo, quando i Carabinieri hanno effettuato il sopralluogo e hanno trovato qualcosa che un furto normale non lascia mai sul posto.

“Se ve ciapo, ve copo”: la notte di Mauro Marin

Marin ha ricostruito tutto nei dettagli: “Giovedì sono tornato a casa a mezzanotte, in bici, l’ho riposta in cantina e sono andato a letto. Era tutto tranquillo, ma all’1.30 i cani hanno cominciato ad abbaiare, così mi sono alzato, sono andato in corridoio e ho visto due uomini vestiti di nero e incappucciati, uno grosso e tarchiato e l’altro alto e magro, prendere la bici.”

Uno dei ladri, con accento veneto, lo ha provocato definendolo un “pio pio” — un insulto che a Marin non è andato giù. La risposta è arrivata immediata: “Adesso come la mettiamo? Se ve ciapo, ve copo.” I due hanno tentato di fuggire a bordo del suo furgone Ford Transit, ma il mezzo non è partito. A quel punto è scattata la colluttazione fisica: “L’ho buttato per terra e ho rifilato una testata al complice, che poi mi ha afferrato per i capelli, picchiandomi. Ho cominciato a menare pugni a entrambi, ho ancora la mano gonfia, ma almeno sono scappati, a piedi per i campi.” Illeso, ma sotto choc, Marin ha passato il resto della notte tra camomille e sigarette.

Il drappo “Pio Pio” e il bastone piantato a terra: i dettagli che fanno paura

I Carabinieri sono arrivati sul posto in venti minuti. Durante il sopralluogo sono emersi dettagli che hanno trasformato quello che sembrava un furto in qualcosa di più preoccupante: gli intrusi avevano lasciato sul posto un drappo con la scritta “Pio Pio” ripetuta più volte e un bastone piantato a terra con una lattina in cima. Oggetti che non si portano con sé durante un furto casuale, e che Marin e gli inquirenti interpretano come veri e propri avvertimenti premeditati.

L’ex vincitore del GF sospetta che l’episodio sia legato a vecchi rancori di natura legale, anche se non è entrato nei dettagli. Quello che è chiaro è che il bersaglio non è stato scelto a caso: il capannone ospita un salumificio con circa 100.000 euro di prodotti all’interno, un bottino tutt’altro che trascurabile. Ma Marin non sembra particolarmente intimorito dall’accaduto, e ha chiuso il suo racconto con la stoccata finale che più lo rappresenta: “È rischioso mettersi contro un macellaio — si rischia di finire in polpette.” Ora è pronto a dare battaglia legale per individuare i responsabili.