Da quel momento, il passo indietro diventa inevitabile. Nonostante la difesa pubblica, Kunz ammette che la decisione è stata presa con fatica. “Ci teneva a restare”, spiega, sottolineando come l’addio non fosse nei piani iniziali. Un dettaglio che rafforza l’idea di una dimissione non spontanea, ma maturata sotto pressione politica.
Un finale che lascia strascichi
Le parole del compagno restituiscono un’immagine diversa delle dimissioni: non solo un atto istituzionale, ma una scelta vissuta anche sul piano umano. E che, almeno per ora, lascia ancora aperti interrogativi e tensioni sul piano politico.