La nuova consulenza: colluttazione prolungata e tre aspetti cruciali da chiarire
La consulenza disposta dalla procura di Pavia si concentra su tre aspetti cruciali: il momento esatto della morte, la dinamica dell’aggressione e l’arma del delitto, che non è mai stata ritrovata. L’analisi di Cattaneo ipotizza uno scenario ben diverso da quello finora ricostruito: non un’aggressione istantanea, ma una violenta colluttazione che potrebbe essere durata più a lungo di quanto si credesse.
In questo nuovo contesto assumono un significato diverso anche le tracce di DNA trovate sotto le unghie della vittima — oggi al centro della nuova inchiesta e attribuite, secondo gli sviluppi investigativi più recenti, ad Andrea Sempio, il nome entrato prepotentemente nella vicenda e che ha portato alla riapertura delle indagini. Se Chiara ha lottato con il suo aggressore per un tempo più lungo, le tracce biologiche sotto le unghie diventano ancora più rilevanti — e la loro attribuzione ancora più cruciale.
Cosa cambia per gli alibi: la finestra temporale si allarga
Il punto più delicato è quello degli alibi. La condanna di Alberto Stasi era stata costruita anche sulla base di una ricostruzione temporale precisa del delitto — un arco di tempo ristretto che rendeva compatibile la sua presenza sulla scena del crimine. Se quella finestra si allarga di almeno una mezz’ora, il quadro degli alibi va necessariamente rivalutato: non solo quello di Stasi, ma anche quello di chiunque altro possa essere stato coinvolto nella vicenda.
La consulenza di Cattaneo non è una sentenza, né una prova diretta di nulla. È uno strumento tecnico messo a disposizione della procura per approfondire aspetti che, evidentemente, non erano stati chiariti in modo definitivo nei processi precedenti. Ma in un caso come Garlasco — dove ogni millimetro di certezza è stato conquistato con anni di battaglie processuali — anche un singolo elemento tecnico può riaprire un mondo intero. E questa mezz’ora in più potrebbe essere uno di quei elementi.