La domenica tra Natale e Capodanno ha un passo diverso. Non corre, non spinge, non chiede. Il 28 dicembre arriva così, come un giorno che sembra sospeso, quasi protetto. Le feste sono ancora nell’aria, ma il loro rumore si è abbassato. Restano i legami, le stanze abitate, le voci familiari che non hanno bisogno di spiegazioni.
È una domenica che parla di famiglia, non solo in senso stretto. Parla di chi c’è, di chi manca, di chi torna almeno con un messaggio. È il momento in cui ci si guarda senza fretta, si mangia insieme senza programmi rigidi, si accettano i silenzi come parte della compagnia.
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