Il meteo del 10 gennaio 2026 conferma una fase instabile in diverse zone d’Italia: freddo, vento e precipitazioni a tratti intense restano protagonisti, con possibili disagi localizzati soprattutto al Centro-Sud.
Per la giornata di sabato, il Dipartimento della Protezione Civile ha diffuso un bollettino con allerta meteo gialla (criticità ordinaria) per maltempo e criticità legate a piogge, temporali e possibili effetti sul territorio. Non significa “panico”, ma attenzione: basta poco, con suoli già bagnati o raffiche forti, perché si verifichino allagamenti, smottamenti o problemi alla viabilità.
Di seguito, cosa prevede il quadro meteo e quali sono le regioni e le zone indicate nei bollettini per il 10 gennaio 2026, con una guida pratica a cosa può succedere e cosa conviene fare.
Allerta meteo gialla il 10 gennaio 2026: cosa significa davvero
L’allerta gialla è il livello di criticità “ordinaria”: segnala la possibilità di fenomeni localmente intensi (piogge, temporali, vento) e degli effetti collegati sul territorio, come:
allagamenti temporanei in aree urbane, sottopassi e zone depresse; difficoltà di deflusso delle acque piovane; frane o smottamenti in aree già fragili; rischi per la circolazione (strade secondarie, tratti collinari o montani); caduta di rami o piccoli danni per raffiche di vento.
In parole semplici: non è un’emergenza “nazionale”, ma è un avviso concreto che serve a muoversi con prudenza, soprattutto nelle zone segnalate.
Le regioni e le zone interessate secondo i bollettini
Per il 10 gennaio 2026 l’allerta gialla viene indicata in modo più marcato sulla Calabria (in particolare sui versanti tirrenico e ionico), e per rischio idrogeologico anche su Abruzzo, Campania, Lazio e Umbria in aree specifiche.
Calabria: allerta gialla per piogge e temporali
Per la Calabria, l’allerta gialla segnala una criticità ordinaria legata a piogge e temporali con possibili fenomeni intensi a carattere locale.
Zone indicate: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Ionico Meridionale, Versante Ionico Centro-meridionale.
Calabria: allerta gialla anche per rischio idraulico
Oltre alla componente temporalesca, viene segnalata una criticità ordinaria per rischio idraulico, legata ai possibili effetti sui corsi d’acqua principali e sul reticolo idrografico, soprattutto in caso di rovesci insistenti.
Zone indicate: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Ionico Meridionale, Versante Ionico Centro-meridionale.
Rischio idrogeologico: le altre regioni coinvolte
Il bollettino segnala inoltre un’allerta gialla per rischio idrogeologico (possibili frane e smottamenti, criticità su versanti e aree collinari) su più regioni.
Abruzzo: Bacino dell’Aterno, Bacino Alto del Sangro, Marsica.
Calabria: Versante Tirrenico Meridionale, Versante Tirrenico Centro-meridionale, Versante Tirrenico Centro-settentrionale, Versante Tirrenico Settentrionale, Versante Ionico Meridionale, Versante Ionico Centro-meridionale.
Campania: Tusciano e Alto Sele, Piana Sele e Alto Cilento, Basso Cilento, Piana Campana, Napoli, Isole e Area vesuviana, Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini.
Lazio: Aniene, Bacino del Liri, Appennino di Rieti.
Umbria: Nera – Corno.
Che tempo farà in Italia il 10 gennaio 2026
Il quadro generale resta tipicamente invernale: freddo diffuso, con temperature basse nelle ore notturne e mattutine, e condizioni più instabili soprattutto al Centro-Sud.
In molte aree del Nord e su alcuni settori del Centro possono prevalere fasi più asciutte, ma con gelate al mattino e aria pungente. Al Sud e sulle Isole, invece, la componente perturbata può essere più attiva, con piogge e rovesci.
Freddo e vento: perché la sensazione può essere peggiore dei gradi segnati
In giornate come queste il vento può amplificare la percezione del freddo (effetto “wind chill”). Anche con temperature non estremamente basse, raffiche sostenute possono far percepire valori più rigidi, soprattutto nelle zone aperte, lungo la costa e in collina.
Neve: dove può comparire e a che quote
Con aria fredda in circolazione, la neve può interessare aree appenniniche e localmente arrivare a quote relativamente basse sui versanti esposti, in particolare lungo l’Adriatico nelle fasi più fredde. La quota neve, però, varia molto in base all’intensità delle precipitazioni e alle temperature nei bassi strati: non è una “promessa” di neve in pianura, ma un elemento da monitorare nelle zone interne e collinari.
Dove possono esserci disagi: esempi pratici
Quando un bollettino parla di allerta gialla, i disagi più frequenti non sono “eventi eccezionali”, ma problemi concreti di vita quotidiana che possono arrivare all’improvviso.
In città
Sottopassi che si allagano in poco tempo, tombini che non drenano, rallentamenti del traffico, piccole interruzioni locali e difficoltà per chi si muove in scooter o bici sotto rovesci improvvisi.
In collina e nelle aree interne
Smottamenti su strade secondarie, piccole frane, caduta di pietre o fango in carreggiata dopo piogge insistenti. In questi casi la prudenza è fondamentale, soprattutto di notte o al mattino presto.
Lungo le coste
Raffiche di vento più forti, mare mosso e possibili disagi alla navigazione locale o ai collegamenti marittimi. Anche qui conta molto la zona e l’esposizione.
Cosa fare (davvero) quando c’è allerta gialla
Non serve stravolgere la giornata, ma alcune mosse pratiche possono evitare problemi:
Se devi guidare: evita sottopassi e tratti noti per allagamenti, rallenta con pioggia intensa, mantieni più distanza, controlla le condizioni prima di partire se vai in zone collinari.
Se vivi in aree a rischio: presta attenzione a seminterrati e garage, verifica grondaie e scarichi se puoi farlo in sicurezza, non sostare vicino ad alberi instabili durante raffiche forti.
Se hai un’attività: valuta la protezione di ingressi e vetrine in zone soggette ad accumulo d’acqua e organizza consegne/spostamenti evitando le ore più critiche, quando previste.
Se hai in programma gite o spostamenti lunghi: controlla gli aggiornamenti locali e le condizioni delle strade, soprattutto verso aree interne, appenniniche o costiere.
Perché queste allerte contano anche quando “non succede nulla”
Molte persone sottovalutano l’allerta gialla perché spesso non coincide con danni gravi. In realtà serve proprio a questo: ridurre il rischio prima che il problema si presenti. Un acquazzone breve ma intenso, in una zona già fragile o urbanizzata, può bastare per creare disagi importanti.
Il consiglio più utile è uno solo: non ignorare l’allerta, ma usarla per muoversi con un minimo di anticipo. Anche una piccola attenzione in più, in giornate così, fa la differenza.
In sintesi: cosa aspettarsi il 10 gennaio 2026
Il 10 gennaio 2026 resta una giornata dal meteo invernale, con freddo diffuso e fasi instabili soprattutto al Centro-Sud. L’allerta gialla segnala criticità ordinarie ma concrete in alcune aree: piogge, temporali e possibili effetti sul territorio, in particolare in Calabria e in zone selezionate di Abruzzo, Campania, Lazio e Umbria.
Chi si trova nelle aree indicate o deve spostarsi verso queste regioni può affrontare la giornata senza allarmismi, ma con prudenza: è il modo più semplice per evitare brutte sorprese.
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