Quando la stanchezza non si vede ma pesa più di tutto
Ricordo perfettamente il periodo in cui tutti pensavano che stessi “rallentando”. Lo dicevano con una certa leggerezza, quasi con preoccupazione gentile. “Ultimamente sei un po’ spento”, “forse dovresti darti una svegliata”, “prima eri più sul pezzo”. La verità è che non ero pigro. E nemmeno demotivato. Ero stanco, ma non nel modo in cui la stanchezza viene raccontata di solito.
Dormivo, mangiavo, lavoravo. Facevo quello che dovevo fare. Ma ogni gesto aveva perso peso emotivo. Non c’era slancio, non c’era desiderio, non c’era nemmeno vera tristezza. Solo una sensazione costante di dover amministrare le energie come se fossero una risorsa sempre sul punto di finire. Il problema era che dall’esterno questo non si vedeva. E quindi veniva tradotto nel modo più semplice possibile: pigrizia.