“Chiaro vantaggio”. Referendum, l’ultimo sondaggio cambia tutto: chi vincerebbe oggi

Referendum sulla giustizia: l’ultimo sondaggio segna un vantaggio chiaro del “No”


A poco più di un mese dal voto del 22 e 23 marzo sul referendum costituzionale sulla giustizia, l’ultimo sondaggio disponibile mostra un cambiamento significativo nei rapporti di forza tra “Sì” e “No”.

Il sorpasso del “No” secondo l’ultimo rilevamento

Secondo l’ultimo sondaggio realizzato dall’istituto Ixè per l’Osservatorio politico nazionale, il fronte del “No” alla riforma della giustizia si trova in vantaggio rispetto al “Sì”.

La percentuale dei contrari si colloca tra il 51,3% e il 54,3%, mentre quella dei favorevoli si attesta tra il 45,7% e il 48,7%, con una media del distacco intorno ai sei punti percentuali.

Si tratta di un’inversione significativa rispetto alle rilevazioni di fine gennaio, quando il referendum appariva sostanzialmente in equilibrio o con il “Sì” in leggera prevalenza

Cosa significa questo dato

Il referendum sulla riforma della giustizia, promosso dal governo e sostenuto dal centrodestra, riguarda un pacchetto di modifiche costituzionali che prevede, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e la riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura.

Il sorpasso del “No” indica che una parte crescente dell’opinione pubblica si mostra dubbiosa o contraria alle proposte di riforma, cambiando lo scenario originario delle proiezioni sui voti.

Il ruolo dell’affluenza

Un elemento centrale per l’esito del referendum resta l’affluenza alle urne. Secondo altri rilevamenti, infatti, i risultati potrebbero variare sensibilmente in base a quanti elettori si recheranno a votare nei seggi del 22 e 23 marzo.

Con alta partecipazione, alcuni sondaggisti vedono ancora un possibile equilibrio o leggero vantaggio del “Sì”, mentre in caso di affluenza più bassa il “No” risulterebbe favorito.

Un voto chiave per la politica italiana

Il referendum costituzionale sulla giustizia è tra i più importanti degli ultimi anni, perché riguarda non soltanto aspetti tecnici dell’ordinamento giudiziario, ma anche il rapporto tra politica e magistratura.

Il suo esito, oltre a influenzare l’assetto della giustizia nel Paese, potrebbe avere ripercussioni politiche più ampie in vista delle elezioni politiche del 2027.

Le intenzioni di voto nei sondaggi possono variare man mano che ci si avvicina alla data del referendum. Segui gli aggiornamenti per l’analisi più recente.