Il 10 gennaio è una data che, nel calendario liturgico, porta con sé storie molto diverse tra loro, ma unite da un filo comune: la capacità di lasciare un segno duraturo nella vita della Chiesa. I santi ricordati oggi provengono da epoche e contesti lontani, e raccontano modi differenti di vivere la fede, il potere, la rinuncia e la responsabilità.
Non si tratta solo di nomi da calendario o di ricorrenze rituali. Dietro ogni santo celebrato il 10 gennaio ci sono scelte concrete, conflitti storici, momenti di crisi e tentativi di costruire unità in tempi difficili. Per questo, conoscere chi si festeggia oggi significa anche comprendere meglio il contesto storico e spirituale in cui queste figure hanno agito.
Vediamo allora quali sono i santi del giorno 10 gennaio 2026 e perché la loro memoria è ancora viva.
Sant’Agatone, papa
Sant’Agatone è uno dei protagonisti principali del santorale del 10 gennaio. Nato a Palermo e di origine greca, visse in un periodo complesso per la Chiesa, segnato da profonde divisioni dottrinali e tensioni politiche.
Eletto papa nel 678, Agatone guidò la Chiesa fino al 681, distinguendosi soprattutto per il suo impegno nel ristabilire l’unità dottrinale. Il suo pontificato è strettamente legato alla lotta contro il monotelismo, una dottrina secondo cui in Cristo esisterebbe una sola volontà.
Agatone sostenne con decisione che in Cristo vi sono due volontà, una divina e una umana, perfettamente concordi. Questa posizione fu ufficialmente confermata dal Concilio di Costantinopoli, che rappresentò un momento fondamentale per la teologia cristiana.
Oltre all’aspetto dottrinale, Sant’Agatone è ricordato come un papa mite, prudente e capace di dialogo, qualità che gli permisero di affrontare un’epoca difficile senza inasprire ulteriormente i conflitti. La sua memoria è legata all’idea di una Chiesa che cerca l’unità attraverso la chiarezza e la pazienza.
San Milziade, papa
Accanto a Sant’Agatone, il 10 gennaio si celebra anche San Milziade, noto anche come Melchiade. Di origine africana, Milziade fu papa in un momento di svolta epocale per il cristianesimo.
Il suo pontificato coincise con la battaglia di Ponte Milvio, combattuta nel 312, che segnò la vittoria di Costantino su Massenzio. Questo evento è ricordato come l’inizio della fine delle persecuzioni contro i cristiani nell’Impero romano.
San Milziade si trovò così a guidare una Chiesa che, dopo secoli di clandestinità, poteva finalmente uscire allo scoperto. Il suo compito fu quello di riorganizzare le comunità cristiane, restituire i luoghi di culto e favorire una nuova fase di stabilità.
Morì nel 314 e viene ricordato come un pontefice di transizione, capace di accompagnare la Chiesa dal tempo delle persecuzioni a quello della libertà religiosa. La sua figura è legata a un momento storico in cui la fede cristiana iniziò a incidere apertamente sulla società.
Beato Gregorio X, papa
Il 10 gennaio si ricorda anche il Beato Gregorio X, una figura singolare nella storia della Chiesa. Nato Tebaldo Visconti, fu eletto papa in circostanze del tutto eccezionali.
Quando il conclave lo scelse, dopo una lunghissima elezione durata quasi due anni, Tebaldo Visconti si trovava in Terrasanta e non era nemmeno sacerdote. Accettò l’elezione e assunse il nome di Gregorio X.
Il suo pontificato fu breve ma intenso. Gregorio X lavorò per l’unità della Chiesa, in particolare nel tentativo di ricomporre lo scisma con le Chiese orientali. Questo impegno culminò nel Concilio di Lione, uno dei momenti più importanti del suo governo.
Morì nel 1276 e fu beatificato nel 1713. È ricordato come un pontefice pragmatico, consapevole dei limiti del potere ma determinato a usare l’autorità per favorire il dialogo e la pace ecclesiale.
Sant’Aldo, eremita
Tra i santi del 10 gennaio figura anche Sant’Aldo, eremita vissuto probabilmente nell’VIII secolo. La sua è una figura più silenziosa rispetto a quella dei pontefici, ma non meno significativa.
Sant’Aldo visse come eremita nei pressi del monastero di Carbonaria, vicino a Pavia. Scelse una vita di solitudine, preghiera e distacco dal mondo, incarnando una forma di santità fondata sull’essenzialità.
Alla sua morte fu sepolto nella cappella di San Colombano e successivamente le sue reliquie furono traslate nella chiesa di San Michele, a Pavia. La sua memoria è legata all’ideale monastico e alla ricerca di Dio attraverso il silenzio e la rinuncia.
Sant’Aldo rappresenta un modello di fede lontano dai grandi eventi storici, ma vicino alla dimensione interiore e contemplativa, che ha avuto un ruolo centrale nella tradizione cristiana.
Il significato del 10 gennaio nel calendario liturgico
La ricorrenza dei santi del 10 gennaio mette in evidenza due dimensioni fondamentali della vita cristiana: da un lato la responsabilità istituzionale e il governo della Chiesa, dall’altro la scelta personale di una vita radicale e silenziosa.
Papi, eremiti e guide spirituali convivono nello stesso giorno di memoria, mostrando come la santità non sia legata a un unico modello, ma possa esprimersi in forme diverse, adattate alle circostanze e alle vocazioni individuali.
Per questo motivo, il santorale del 10 gennaio invita a riflettere sul modo in cui ciascuno, nel proprio contesto, può cercare coerenza, responsabilità e profondità nelle scelte quotidiane.
Perché si ricordano ancora oggi questi santi
I santi celebrati il 10 gennaio continuano a essere ricordati non solo per ciò che hanno fatto, ma per come hanno affrontato il loro tempo. Un’epoca segnata da conflitti dottrinali, persecuzioni, divisioni e solitudini.
La loro memoria serve a mantenere vivo il legame tra storia, fede e presente. Non come nostalgia, ma come riferimento simbolico e culturale che attraversa i secoli.
Nel calendario liturgico, ogni giorno è una pagina di storia. Il 10 gennaio racconta una Chiesa che cambia, si difende, si riorganizza e, allo stesso tempo, cerca spazi di silenzio e interiorità.
È questo intreccio di azione e contemplazione che rende significativa la celebrazione dei santi del giorno 10 gennaio 2026.
Sono un’astrologa e divulgatrice di origine latino-italiana. Mi occupo di astrologia come linguaggio simbolico e strumento di lettura dei cambiamenti personali e collettivi.
Nei miei contributi unisco tradizione astrologica e approccio contemporaneo, mantenendo un tono equilibrato, divulgativo e orientato alla riflessione.
