Santi del giorno 6 gennaio 2026: chi si festeggia oggi e il significato dell’Epifania

Il 6 gennaio 2026 è una data di grande rilievo nel calendario cristiano. In questo giorno la Chiesa celebra l’Epifania del Signore, una delle solennità più antiche e significative, affiancata dalla memoria di santi che hanno lasciato un segno profondo nella storia della fede e della carità.

La parola Epifania deriva dal greco e significa “manifestazione”: indica il momento in cui Gesù si rivela non solo a Israele, ma a tutti i popoli, rappresentati simbolicamente dai Magi venuti dall’Oriente.

Epifania del Signore: il significato del 6 gennaio

L’Epifania ricorda l’arrivo dei Magi a Betlemme, guidati dalla stella, e il loro incontro con il Bambino Gesù. Oro, incenso e mirra non sono semplici doni, ma simboli profondi:

  • Oro: riconoscimento della regalità di Cristo;
  • Incenso: adorazione della sua natura divina;
  • Mirra: prefigurazione della sua passione e morte.

Nel tempo questa festa ha assunto anche un forte valore popolare. In Italia è tradizionalmente legata alla figura della Befana, che secondo la tradizione vola nella notte tra il 5 e il 6 gennaio portando doni ai bambini.

San Carlo da Sezze, il santo dell’umiltà

Uno dei santi di oggi celebrati il 6 gennaio spicca San Carlo da Sezze, religioso francescano nato nel 1613 nel Lazio. Proveniente da una famiglia povera di contadini, visse gran parte della sua vita svolgendo lavori umili all’interno del convento: cuoco, portinaio, questuante.

Nonostante la scarsa istruzione, fu dotato di una profonda scienza infusa e di una spiritualità così intensa da essere consultato anche da papi e cardinali. La sua vita fu un esempio di equilibrio tra contemplazione e carità concreta.

Santa Raffaella del Sacro Cuore, la santità nel silenzio

Il 6 gennaio si ricorda anche Santa Raffaella del Sacro Cuore, religiosa spagnola vissuta tra Ottocento e Novecento. Fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, dedicò la sua esistenza all’adorazione eucaristica e al servizio umile.

Pur avendo fondato una congregazione, accettò con mitezza di essere messa da parte e visse gli ultimi anni come semplice suora, svolgendo i lavori più umili. La sua testimonianza resta uno degli esempi più limpidi di obbedienza e abbandono alla volontà di Dio.

Sant’Andrea Bessette, il portinaio dei miracoli

Tra le figure più amate del 6 gennaio c’è Sant’Andrea Bessette, religioso canadese noto come il “santo dei miracoli”. Nato poverissimo e quasi analfabeta, trascorse la maggior parte della sua vita come semplice portinaio in un collegio di Montréal.

La sua fama crebbe per le numerose guarigioni attribuite alla sua preghiera e alla devozione a San Giuseppe. Non si attribuì mai alcun merito, ripetendo sempre: “Io non guarisco nessuno, è San Giuseppe che intercede”.

Alla sua morte, avvenuta proprio il 6 gennaio 1937, oltre un milione di persone sfilarono davanti alla sua bara. Ancora oggi l’Oratorio di San Giuseppe di Montréal è uno dei santuari più visitati al mondo.

Perché il 6 gennaio resta una data centrale per i credenti

Il 6 gennaio unisce teologia, tradizione e spiritualità popolare. È una giornata che invita a riflettere sul tema della luce: la luce che guida, che rivela, che non esclude nessuno.

La celebrazione dei santi di oggi ricorda che la santità può nascere nella povertà, nel silenzio, nell’umiltà e nella vita quotidiana. Non servono gesti clamorosi, ma fedeltà, amore e fiducia.

Una riflessione finale

Nel giorno dell’Epifania, la Chiesa propone modelli di vita molto diversi ma uniti da un filo comune: la capacità di lasciarsi guidare da Dio. Dai Magi a Sant’Andrea Bessette, il messaggio resta attuale anche nel 2026.

Il 6 gennaio non è solo la fine delle feste natalizie, ma l’inizio di un cammino nuovo, illuminato dalla stella che continua a indicare la strada.

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