Christian De Sica e la pensione “ridicola”: quanto prende di assegno

Christian De Sica è uno di quei volti che, nel bene o nel male, hanno attraversato quarant’anni di cinema e televisione italiana senza mai uscire davvero di scena. A 74 anni compiuti, l’attore romano continua a lavorare, a essere presente sulle piattaforme streaming e a far parlare di sé anche fuori dal set. Questa volta, però, il tema non è una commedia o un nuovo film, ma una frase che ha attirato l’attenzione di molti: “La pensione la prendo già, ma è poca roba. Se fosse alta starei a casa. O forse no”.

Una battuta che suona leggera, quasi scherzosa, ma che in realtà racconta molto del rapporto che Christian De Sica ha con il lavoro, con il tempo che passa e con l’idea stessa di “ritiro”, parola che sembra non appartenergli.

Il successo su Prime Video rilancia De Sica

In queste settimane De Sica è tornato sotto i riflettori grazie alla seconda stagione di Gigolò per caso, entrata nella Top 10 delle serie più viste su Prime Video. Nella comedy interpreta Giacomo, padre del protagonista interpretato da Pietro Sermonti, un personaggio che gioca apertamente con i cliché del passato e con una mascolinità ironica, autoironica e disillusa.

Il successo della serie dimostra come De Sica riesca ancora oggi a intercettare il pubblico, anche quello più giovane, grazie a un linguaggio che si è adattato ai tempi senza perdere la propria identità.

Un bilancio personale tra ironia e lucidità

Durante una recente intervista al settimanale Oggi, Christian De Sica ha deciso di raccontarsi senza filtri, ripercorrendo una carriera lunga e densa di esperienze. Tra cinema, teatro e televisione, l’attore ha accumulato oltre 115 film come interprete, diventando uno dei simboli della commedia italiana post-anni Ottanta.

Ed è proprio parlando di numeri, di tempo e di contributi versati che emerge il tema pensione. Formalmente, De Sica la percepisce già. Ma non è certo questo a cambiare le sue abitudini o i suoi progetti.

“Ho iniziato a lavorare a 18 anni. La pensione la prendo, ma è poca roba. Se fosse alta starei a casa. O forse no”, ha detto, lasciando intendere che il problema non è solo economico, ma soprattutto esistenziale.

Pensione sì, ma senza smettere di lavorare

Le parole di De Sica fotografano una realtà comune a molti professionisti dello spettacolo: la pensione esiste, ma raramente è sufficiente a rappresentare un vero punto di arrivo. Nel suo caso, però, il discorso va oltre il denaro.

Per Christian De Sica il lavoro non è soltanto una fonte di reddito, ma una forma di identità. Il cinema, la recitazione, il set sono parte integrante della sua quotidianità. L’idea di smettere del tutto appare quasi estranea, se non impensabile.

Dal cinema dei “cinepanettoni” alle piattaforme

La carriera di De Sica ha attraversato stagioni molto diverse del cinema italiano. Dai grandi successi natalizi che hanno segnato un’epoca, fino alle nuove produzioni seriali destinate allo streaming, l’attore ha saputo reinventarsi senza mai rinnegare il proprio passato.

Il suo ultimo ruolo cinematografico risale al 2024 con Cortina Express, mentre negli ultimi mesi non ha nascosto il proprio apprezzamento per il successo di Checco Zalone e del suo film Buen Camino, definendolo un segnale positivo per l’intero settore.

Nuovi progetti e nuove strade

Nonostante l’età, De Sica guarda avanti. Tra i progetti in cantiere c’è l’adattamento cinematografico del libro I fannulloni di Marco Lodoli, per il quale avrebbe già lavorato alla sceneggiatura. Un’operazione che segnerebbe una nuova direzione narrativa, più intimista e meno legata alla comicità tradizionale.

Una scelta che conferma come l’attore non abbia alcuna intenzione di limitarsi a “ripetere se stesso”, ma piuttosto di esplorare territori nuovi, anche a costo di sorprendere il pubblico.

“Il mestiere più bello del mondo”

Alla fine, il messaggio che emerge dall’intervista è chiaro: Christian De Sica non è pronto a smettere. La pensione, per quanto presente, non rappresenta un traguardo definitivo. Il lavoro resta una necessità, ma soprattutto una passione.

“Questo è il mestiere più bello del mondo”, ha ribadito più volte. Una frase che riassume perfettamente il suo approccio: continuare finché c’è curiosità, energia e voglia di stare davanti a una macchina da presa.

In un’epoca in cui si discute sempre più spesso di età, pensioni e fine carriera, la posizione di De Sica suona quasi controcorrente. Non una fuga dal lavoro, ma una permanenza consapevole, scelta giorno dopo giorno.

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